Post

turismo e crisi

D'accordo, c'è la crisi. Ma il modo peggiore per affrontarla è enfatizzarla . Come fanno purtroppo giornali e telegiornali, diffondendo con gran clamore notizie deprimenti. Col risultato che la gente spende di meno, e così le aziende vendono meno e rischiano di chiudere, con effetti a valanga. Bisognerebbe invece reagire con un vero realismo, per cui se ci sono i soldi (più o meno, e in verità non molto meno degli anni passati) essi vanno spesi (più o meno) come si è sempre fatto. Solo così l'economia può girare e si può sperare di uscire dalla crisi. Pensiamo anche che prima o poi dalla crisi si uscirà, come si è sempre usciti da tutte le crisi del passato, compresa la più grave, quella del '29.

Carducci su Sirmione

Gino, ove il giambo di Catullo rapido l’ala aprí sovra la distesa cerula, Lesbia chiamando tra l’odor de’ lauri con un saliente gemito per l’aere, ivi il compianto di lombarde monache salmodïando ascese vèr’ la candida luna e la requie mormorò su i giovani pallidi stesi sotto l’asta francica.

riposo notturno e netturbini

Per diversi anni la quiete notturna a Sirmione era turbata dal passaggio dei netturbini, che rumorosamente espletavano il loro incarico, più e più volte (per le diverse tipologie di sporcizia, tra le 3 e le 5 del mattino). Quest'anno, 2010, le cose sono finalmente cambiate: il passaggio è stato snellito e spostato a ridosso dell'ora del risveglio, dopo le 6. Meglio tardi che mai!

Terme

Sono affidate a una ditta privata, daccordo. Ma sono, ben più di ristoranti, negozi e alberghi, anche un bene collettivo. Se non altro perché usano dell'acqua termale che scaturisce da un luogo pubblico. Questo dovrebbe spingere le Terme di Sirmione a chiedersi quale impatto sul bene della collettività abbiano certe sue scelte. Vediamo in effetti in questi ultimi anni che mentre Aquaria è al centro dei progetti e delle aspettative dei dirigenti delle Terme, si procede invece a una sostanziosa riduzione dei servizi termali erogati dalle Terme Catullo. Ma a) a quanti lavoratori dà lavoro Aquaria, e a quanti le Terme? b) quanti turisti fruiscono di Aquaria e quanti delle Terme? E' evidentemente molto maggiore, in entrambe le questioni, il secondo termine. Ciò dovrebbe far riflettere...

abitabilità del centro storico

Esiste una compatibilità o no, tra abitabilità (residenziale) del centro storico e sua completa "turisticizzazione"? In altri termini: un centro storico pensato (esclusivamente o prevalentemente) per i turisti è (ben) abitabile anche dai residenti? Saremmo contenti se questa domanda venisse fatta oggetto di riflessione da parte dei sirmionesi (come lo dovrebbe essere anche da parte di qualsiasi "popolazione" di un luogo turistico). A me sembra che, analogamente a come accade per una famiglia, o per un individuo, anche una comunità locale abbia, oltre alla giusta dimensione di "apertura all'altro", una esigenza di raccoglimento, di privacy . Ma se tutto è pensato (solo) per il turismo, tanto più in un paese come Sirmione, piccolo e circondato dall'acqua, spazi di privacy non ne possono esistere. Non vuole essere una risposta, ma solo uno stimolo, un punto di vista limitato. Ma, credo, con qualche fondamento.

Sirmione o Parigi?

Un paese come Sirmione non ha bisogno di grandi boulevards . La sua struttura è tipicamente medioevale (più simile ad Assisi che a Parigi, insomma): le sue strade strette non sono un limite, da superare, ma un pregio, da custodire. Non tutti lo capiscono.

turismo di massa

E' quel turismo in cui la gente, invece di (poter) guardare ciò per cui dice di essere li', e' costretta a guardarsi reciprocamente. Come quando e' in citta'... Se 100.000 persona si trovano insieme in un luogo dove speravano di liberarsi dal casino, lì  hanno invece ricreato il casino di partenza.